Vague Thoughts, Incomplete Stories & Random Ideas

Il Collezionista

C’era una volta un uomo. La sua casa era grande, aveva molte stanze, e ogni stanza conteneva molti oggetti. A guardarli sembravano oggetti normali, oggetti che potevano trovarsi in una qualunque stanza, di una qualunque casa, di un uomo qualunque.

Per esempio, in cucina c’era un bicchiere sporco. Dirai che non c’è nulla di più normale che un bicchiere sporco in cucina. Il fatto è che quel bicchiere sporco stava lì, sporco, da ben due anni, quattro mesi e cinque giorni. Ce n’erano altri di bicchieri in cucina, ed erano puliti. Ma quello rimaneva lì, sporco e mai utilizzato.

Due anni, quattro mesi e cinque giorni prima, ad appoggiarlo lì fu una donna. Una donna che dopo averlo poggiato, senza nemmeno aver finito la birra che conteneva, disse: “Adesso vado,” e se ne andò.

Nel salotto c’era invece un elastichetto, di quelli felpati per i capelli, per terra, ficcato quasi completamente sotto il divano, si vedeva appena. Nel bagno, poi, c’era uno di quei cosetti di plastica dove si mettono le lenti a contatto, aperto sul bordo del lavandino. Ma ovviamente, l’uomo che viveva in quella casa e usava quel bagno non portava lenti a contatto.

E così via, la casa conteneva questi piccoli pezzi unici, conservati nelle posizioni esatte in cui erano stati lasciati. Lui, molto rispettosamente, non li spostava mai, in un primo momento perché pensava che forse il proprietario di quegli oggetti sarebbe tornato a prenderli, e forse a continuare a usarli in quella stessa casa. Poi, in un secondo momento, quando aveva capito che le cose non sarebbero andate così, si avvicinava a questi oggetti per annusarli un po’, senza però mai sfiorarli.

Adesso quegli oggetti non li annusava nemmeno più, perché in fondo avevavo ormai preso ad odorare esattamente come il bancone della cucina, o come il pavimento sotto il divano, o come il lavandino. Se inizialmente questi oggetti possedevano un loro leggerissimo odore distinto da ciò che li circondava, adesso, anni dopo, non più. Ma il tipo li lasciava comunque lì, indisturbati, rispettati, nonostante fossero ormai privi di profumi passati.

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